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Enzo Ferrari: "Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere".

Racconti dalla Motor Valley
Enzo Ferrari:

Enzo Anselmo Ferrari nacque a Modena il 18 febbraio 1898. Imprenditore, ingegnere e pilota automobilistico italiano, fonda la casa automobilistica che porta il suo nome nel 1947 a Maranello, la cui sezione sportiva, la Scuderia Ferrari, conquista, mentre lui è in vita, 9 campionati del mondo piloti di Formula 1 e 15 totali. Muore a Modena il 14 agosto 1988 all'età di 90 anni.

L'adolescenza e l'inizio della passione per le quattro ruote

Enzo è secondogenito di Adalgisa Bisbini, una nobile terriera di Forlì, e Alfredo Ferrari da Carpi, titolare di un'officina meccanica con 30 dipendenti dedicati alla costruzione di ponti e tettoie per le ferrovie dello stato. 

All'età di 10 anni viene portato dal padre, insieme al fratello Alfredo, ad assistere ad una corsa automobilistica sul circuito di Bologna, sulla via Emilia. La gara viene vinta da Felice Nazzaro (Vincenzo Lancia realizzò il giro più veloce) ed il giovane Enzo ne rimane fortemente impressionato.

Nel 1916 una doppia tragedia colpisce la famiglia: la morte del padre e del fratello. A seguito di questi eventi Enzo interrompe gli studi e trova occupazione come istruttore nella scuola tornitori della officina pompieri di Modena. L'anno successivo parte soldato durante la prima guerra mondiale e viene assegnato al III° Artiglieria alpina. Colpito da una grave malattia subisce due interventi e viene congedato.

Enzo Ferrari il pilota

Una volta ristabilito Enzo cerca lavoro alla Fiat a Torino ma senza successo. Alla fine del 1918, sempre a Torino, trova occupazione come collaudatore presso una piccola azienda che realizza ricercate “Torpedo” partendo da autotelai di autocarri leggeri. Nel 1919 Enzo trova un nuovo impiego a Milano, alla C.M.N (Costruzioni Meccaniche Nazionali), prima come collaudatore e in seguito come pilota da corsa . Esordisce in gara nel 1919 nella corsa in salita Parma-Poggio di Berceto, arrivando quarto nella categoria tre litri alla guida di una 4 cilindri, 2.3 litri, CMN 15/20. Nello stesso anno, il 23 novembre, partecipa alla Targa Florio dove non ebbe altrettanto successo: un problema al serbatoio della benzina gli fece, infatti, perdere oltre quaranta minuti.

Nel 1920, dopo una serie di gare in cui ebbe alterna fortuna alla guida di una Isotta Fraschini 100/110 IM Corsa, Enzo arriva secondo assoluto alla Targa Florio alla guida di un'Alfa Romeo, 6 litri, 4 cilindri, tipo 40/60. Inizia, così, una collaborazione con la casa del Biscione che durerà vent'anni e lo porterà a ricoprire incarichi di collaudatore, pilota, collaboratore commerciale e, infine, direttore del reparto Alfa Corse fino al settembre 1939.

Come pilota ufficiale dell'Alfa, Ferrari prende parte a diverse corse, con alcuni risultati positivi, come il 5° posto alla Targa Florio, in maggio, ed il 2° posto al Circuito del Mugello, in luglio. In quell'anno riporta anche il suo primo vero incidente: alla vigilia Gran Premio di Brescia , in settembre, esce di strada per evitare una mandria di buoi che stava attraversando il tracciato della corsa.

Enzo Ferrari il campione

Nel 1923 Ferrari vince il primo Circuito del Savio, occasione in cui incontra il Conte Baracca padre del famoso asso dell'Aviazione Italiana, Francesco Baracca. In seguito conoscerà anche la Contessa Baracca, dalla quale riceverà una foto con dedica e l'invito ad utilizzare il "Cavallino" come portafortuna sulle sue vetture.

Il 20 maggio 1928 Enzo vince il 2° Circuito di Modena, sempre al volante di un'Alfa Romeo 6C- 1500 SS e nel 1929 fonda a Modena la "Scuderia Ferrari", società sportiva che aveva come scopo quello di far correre i propri soci. Questo segna l'inizio di un'intensa attività agonistica che porterà alla creazione di una squadra ufficiale; la Scuderia gareggiava sia con auto, soprattutto Alfa Romeo, sia con moto; col tempo diverrà una filiale tecnico-agonistica dell'Alfa Romeo, alla quale si sostituirà nel 1933 nella gestione dell'attività sportiva.

Il 1931 è l'anno dell'ultima corsa come pilota. Al circuito delle Tre Province, il 9 agosto del 1931, Ferrari arriva secondo, alla guida di un'Alfa Romeo 8C -2300 MM, dietro Nuvolari. La prossima nascita di Alfredo “Dino” (19 gennaio 1932) e i sempre maggiori impegni come direttore della Scuderia lo portano a decidere di ritirarsi dalle corse.
Pochi anni più tardi, nel 1937, la Scuderia Ferrari costruisce l'Alfa Romeo 158 "Alfetta" che dominerà nelle competizioni internazionali ma alla fine del 1937 la Scuderia Ferrari viene sciolta, all’inizio del 1938 Enzo Ferrai assume l’incarico di direttore dell’Alfa Corse rientrata nelle competizioni e si trasferisce a Milano.

Enzo Ferrari il costruttore di auto

Il 6 settembre 1939 Enzo Ferrari lascia l'Alfa Romeo, vincolato dalla clausola di non usare il nome Ferrari associato alle corse e alle macchine da corsa per almeno quattro anni. Da quel giorno, battere l’Alfa Romeo con una vettura da lui costruita diviene il suo obiettivo. Il 13 settembre fonda l’Auto Avio Costruzioni a Modena in Viale Trento Trieste, la stessa sede della ex Scuderia Ferrari.

Nel 1943, in piena guerra, l'Auto Avio Costruzioni si trasferisce da Modena a Maranello, dove viene costruita la prima parte di quella che sarà la sede Ferrari.
L’officina è però bombardata il 4 novembre 1944 e di nuovo colpita nel febbraio successivo ma viene subito ricostruita ed è alla fine del 1945 inizia la progettazione completa della prima vettura “Ferrari”.

La conversione di Ferrari pilota e direttore di scuderia sportiva in industriale dell'automobile fu stimolata dall'amicizia-competizione con Adolfo Orsi, proprietario della Maserati, e soprattutto con Vittorio Stanguellini, il modenese che alla fine degli anni quaranta dominava i circuiti del mondo con le auto FIAT abilmente modificate.

La Scuderia Ferrari

Dopo la guerra Enzo creò "La Scuderia Ferrari", la sezione sportiva della casa automobilistica Ferrari, che era esistente fin dal 1930 ma che fu costituita in ragione sociale dal 1947, attualmente la più nota squadra del mondo automobilistico sportivo.

La prima gara disputata nel campionato mondiale fu il Gran Premio di Monaco, il 21 maggio del 1950, mentre la prima vittoria in F1 fu il Gran Premio di Gran Bretagna del 1951 con José Froilán González, sbaragliando lo squadrone Alfa Romeo. Fu la vittoria che segnò il declino dell'Alfa Romeo nel mondo della F1 (che pur vincendo il mondiale 1951 decise di ritirarsi per questioni economiche senza portare in gara il rivoluzionario progetto 160) e, contemporaneamente, l'ascesa sportiva della Ferrari. Il primo titolo mondiale di F1 giunse nel 1952 con Alberto Ascari.

I numerosi titoli e la scomparsa

Ferrari fu insignito di molti titoli, quello di cui più si vantava era quello di "ingegnere meccanico", datogli ad honorem nel 1960 dall'Università di Bologna. Nel 1988 gli fu conferita anche la laurea honoris causa in Fisica dall'Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel 1924 aveva ottenuto il primo riconoscimento ufficiale dallo Stato, ricevendo la carica di Cavaliere per meriti sportivi, diventando, poi, nel 1925, Cavaliere Ufficiale; la sua passione per il giornalismo lo porta a diventare uno dei fondatori, a Bologna, del "Corriere dello Sport", mentre nel 1927 riceve il titolo di Commendatore, come riconoscimento per i servizi resi al Paese in campo sportivo. Nello stesso anno, il 5 giugno, vince il 1° Circuito di Modena con l’Alfa Romeo 6C-1500 SS.

Nel giugno del 1988 papa Giovanni Paolo II si recò in visita agli stabilimenti di Maranello per incontrarlo. Ferrari però era già troppo malato, i due così ebbero solo una conversazione telefonica, con grande dispiacere di Ferrari che desiderava quell'incontro da tempo. Enzo Ferrari morì il 14 agosto 1988 all'età di novant'anni. La notizia della sua morte, seguendo le sue volontà, fu divulgata solo a esequie avvenute. Il funerale si svolse in forma strettamente privata, senza corteo e alla presenza dei soli amici e parenti intimi. 

Il ricordo

Il Museo casa Enzo Ferrari, noto anche con l'acronimo MEF, inaugurato nel 2012 a Modena,  è dedicato alla vita e al lavoro del Drake, nel quale oltre ad ammirare le automobili esposte, si assiste ad uno spettacolo che racconta, attraverso un filmato avvincente, la magica storia dei 90 anni di vita di Enzo. A questo tuffo nel passato, si affianca, nell’officina del padre di Enzo ora perfettamente restaurata, il Museo dei Motori Ferrari. Una storia nella storia che enfatizza l’unicità di Ferrari.

Questo complesso di ricordi del passato si aggiunge al Museo Ferrari di Maranello che racconta la Ferrari di oggi e di domani, ad una esposizione permanente dedicata alla Formula 1 ed ai Campionati del Mondo, affondando le radici nella straordinaria storia del Cavallino Rampante. 

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