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Le creazioni di Aldo Drudi al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

Notizie dalla Motor Valley
Le creazioni di Aldo Drudi al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

Dal 4 maggio al 3 giugno, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia in collaborazione con La Gazzetta dello Sport, Motor Valley dell’Emilia Romagna e il patrocinio di Dorna, ospita la mostra “I colori del Motomondiale”, in cui vengono presentate le creazioni di Aldo Drudi, designer e grafico (Compasso d’Oro ADI) che, con le sue intuizioni, "colora" la velocità.

L’esposizione mostra le immagini coordinate dei più famosi team del motomondiale e Superbike, ma anche di America’s Cup(team New Zealand), i colori del Tornado del 311° Gruppo RSV, Honda Burasca 1200, prototipo ad alto contenuto tecnologico dal design originale, progetti commercializzati come la I-Bike Thok e l’esclusiva crossover boat Anvera55.

Il tema principale della mostra sarà la collezione di caschi originali realizzati da Drudi dagli Anni ‘80 a oggi: dal primo di tutti, quello di Graziano Rossi, all’ultimo realizzato per questa stagione per Valentino Rossi, oltre alle nuove grafiche di tanti piloti della MotoGP - Morbidelli, Iannone, Vinales, Crutchlow, solo per nominarne alcuni - così come di Moto2 e Moto3. E poi, tra i tanti, i caschi storici di Kevin Schwantz, Mick Doohan, Randy Mamola, Loris Capirossi, Max Biaggi, Manuel Poggiali, Noriyuki Haga, Loris Reggiani e Marco Melandri. In esposizione anche la Gilera 250, il casco e la tuta con la quale Marco Simoncelli vinse il Mondiale 2008. La mostra rappresenterà poi un’occasione eccezionale e unica per ammirare dal vivo tutte le moto da competizione iscritte al Mondiale Motogp, esposte assieme al casco e alla tuta dei loro piloti. Dalla Honda di Marc Marquez campione 2017 alle Ducati, Yamaha, Suzuki, Aprilia e Ktm ufficiali a quelle dei team satellite LCR, Pramac, MarcVDS e Tech3.

Spiega Aldo Drudi“Ho pensato a questa mostra cercando un modo diverso di raccontare il motociclismo, quello che conosciamo noi che frequentiamo il paddock, anziché quello che, a molti, può sembrare solamente qualcosa di tecnico o ossessivo, gente che gira intorno in pista per andare sempre più forte. Invece non è per niente così. La passione per la velocità è, a mio avviso, qualcosa che viene da lontano, di atavico, che tutti abbiamo dentro. L’andare un po’ più forte di quello che riusciamo a fare con il nostro corpo ha sempre affascinato l’uomo, dalla scoperta della ruota in poi. Qualcosa di ancestrale, che tutti possiamo percepire: il fascino della velocità. I piloti, quando indossano tuta e casco, è come se facessero un passo indietro nel tempo. Cavalieri medievali che si preparano ad affrontare la battaglia, riconoscibili dalle livree delle loro casate. Se un tempo le armi erano lance o spade, oggi sono le moto con le quali ogni domenica scendono in pista a sfidare prima di tutto se stessi e poi gli avversari. Ed è proprio attraverso la grafica e il design di questi oggetti che, con questa mostra, vogliamo raccontare l’animo romantico del motociclismo”.

Ad arricchire l’esposizione, gli scatti di Gigi Soldano (Milagro) e Mirco Lazzari, i più famosi fotografi italiani della MotoGP.

A Milano non poteva esserci luogo migliore per ospitare la mostra: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, da sempre impegnato a valorizzare un’importante collezione dedicata ai trasporti per mare, terra e cielo. Un viaggio tra passato, presente e futuro per raccontare l’evoluzione delle tecnologie e la storia di chi ha sfidato ogni limite spingendosi in luoghi lontani e sconosciuti o raggiungendo, nello sport, sempre nuovi traguardi. Una mostra per chi ha voglia di passione, coraggio e creatività da veri campioni.

Per l’occasione durante tutti i weekend sarà possibile prenotare una visita speciale ai depositi in cui è custodita la collezione di moto storiche del Museo.

La Gazzetta dello Sport, il quotidiano italiano più letto e la testata sportiva più cliccata, è da sempre vicina al mondo dei motori di cui racconta con passione storie e personaggi e partecipa con entusiasmo alla realizzazione di questa mostra.

Il genio creativo di Aldo Drudi è la più immediata espressione di quella passione, ingegno e capacità imprenditoriali che sono gli elementi fondanti della Motor Valley dell’Emilia Romagna, un “parco” a due e quattro ruote unico al mondo. Lungo la Via Emilia sono nati miti a due e quattro ruote quali Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagani, Ducati, De Tomaso, Dallara, Morini, vere e proprie eccellenze imprenditoriali frutto di una regione da sempre tecnologicamente all’avanguardia. Oltre a eventi internazionali di grande richiamo (come il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, prova della Moto GP sul Circuito di Misano Adriatico), la Terra dei Motori conta 188 team sportivi (tra club e scuderie), 9 musei aziendali (tra cui il Museo Enzo Ferrari di Modena, il Museo Ferrari di Maranello, il Museo Automobili Lamborghini, il Museo Ferruccio Lamborghini e il Museo Ducati di Bologna), un circuito di 21 collezioni private, 4 autodromi (il “Riccardo Paletti” a Varano de’ Melegari, l’Autodromo di Modena a Marzaglia, l’”Enzo e Dino Ferrari” a Imola e il Misano World Circuit Marco Simoncelli a Misano Adriatico), nonché 11 piste da karting. Un’offerta di musei, collezioni, circuiti ed eventi che non ha eguali nel mondo ed è diventata un vero e proprio prodotto turistico, con pacchetti soggiorno ad hoc creati per andare alla scoperta della “Terra dei Motori” emiliano romagnola, gustando allo stesso tempo l’enogastronomia unica e l’impareggiabile offerta di arte, cultura e paesaggi di questa regione.

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