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De Tomaso, una storia nella Motor Valley.

Notizie dalla Motor Valley

La storia della Casa automobilistica De Tomaso ha origini lontane dal territorio italiano: Alejandro De Tomaso nasce a Buenos Aires, in Argentina nel 1928. Figlio di un importante politico di origine campane trascorre la propria vita tra l’impegno politico e la passione per le corse fino a quando è costretto ad emigrare in Italia nel dopoguerra. Qui, grazie alle sue capacità da pilota, trova lavoro in scuderie come Maserati e Osca, fino a riuscire ad aprire una propria officina nella Motorvalley, a Modena, e, in seguito, a diventare un costruttore di automobili. Nasce così la Automobili De Tomaso.

Tutto ciò è reso possibile anche grazie al sostegno finanziario della seconda moglie, sorella del Presidente della Rowan Controller Industries, un’azienda impegnata nel settore automobilistico. La Vallelunga è una delle prime vetture prodotte in serie con motore centrale e telaio a trave. Venne prodotta in due versioni: la prima nel 1963 era aperta, mentre la seconda, del 1964, esordì al Salone di Torino con la carrozzeria coupé, entrambe con motore Ford. A questa si ispira la sportiva 5000 Spyder Fantuzzi o P70 e, dopo 50 anni, la moderna P72.

La prima Granturismo è la Mangusta prodotta dal 1966 con motore da 4.7 litri (il celebre Ford 289) e oltre 300 CV. Presenta una linea definita da Giugiaro e il cofano posteriore apribile in due parti, oltre a raffinate sospensioni indipendenti e freni a disco sulle quattro ruote. Nel 1970/71 inizia la produzione della Pantera, che diventa la vera icona del marchio. Dotata di un V8 di 5.8 litri e 330 CV e un telaio a scocca portante. Resta in produzione fino al 1993. In quegli stessi anni viene prodotta la Deauville: è la prima berlina di lusso a motore anteriore che punta ad insidiare il primato delle inglesi e delle tedesche. Da questa deriva la coupé Longchamp che viene riproposta sotto il marchio del Tridente con il nome di Kyalami, quando nel 1976 De Tomaso acquisisce Maserati, senza però avere troppo successo.

Nello stesso anno viene prodotta un’utilitaria, una variante della Mini Innocenti, che riscuote un buon successo. De Tomaso cede una quota di partecipazione in Maserati al Gruppo Fiat. Dopo quattro anni è costretto a cederne l’intera proprietà, in ragione dei gravi problemi di salute che lo costringono a ritirarsi dall’azienda. In seguito la Casa automobilistica firma un accordo con la russa Uaz nei primi anni 2000, al fine di realizzare una versione “europea” del 4X4 Simbir, che però non venne mai alla luce. Alejandro De Tomaso muore nel 2003 lasciando l’azienda in eredità al figlio Santiago, il quale non si trova d’accordo con i dirigenti d’azienda.

La De Tomaso chiude nel 2004. Gian Mario Rossignolo, imprenditore italiano annuncia la fondazione di una nuova De Tomaso Automobili Spa, con produzione a Livorno e negli ex-stabilimenti Pininfarina di Grugliasco. Nel 2011 viene presentata una concept car: un elegante SUV a tre volumi disegnato dalla stessa Pininfarina, che riprende il nome di Deauville. Non verrà mai prodotta. L’ennesimo fallimento porta la Casa alla riassegnazione, nel 2015, a seguito di un’asta, alla Ideal Team Ventures, con sede in Hong Kong. La nuova proprietà decide di trasferire l’attività negli Stati Uniti. L’azienda della Motor Valley continuerà la sua corsa, ma nel Nuovo Continente.

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